Ogni anno giornali e TV ci fanno rivivere le storie della resistenza, dei campi di sterminio e quello che successe a ebrei ed altri prigionieri.

Un ricordo si affaccia sempre alla mia mente in questi giorni.

Camminavo con mio padre un pomeriggio; penso fosse inverno perché era già buio; chiacchieravo felice come sempre quando uscivo con lui.

Arrivando al Ponte delle Guglie successe una cosa strana. C’era tanta gente, ma da tutte quelle persone, che facevano ala ai lati del ponte, non veniva nessun rumore nè voci.

Anche noi  ci fermammo, vidi in mezzo ai due lati molte persone  tutte in fila con valige e tanti bambini per mano o in braccio alle madri.

La fila era lunga tutto il Terrà di S: Leonardo e non si vedeva la fine.

Soldati tedeschi armati di fucile camminavano ai lati della fila: silenzio completo in mezzo tanta gente e rassegnazione nei volti che vedevo davanti a me.

Anche nei passanti si sentiva dispiacere e curiosità.

Tutto questo mi spaventò, per me molto piccola era qualcosa che non capivo e non sapevo dare una ragione.

Impaurita chiesi a mio padre: “cosa succede?”

Non ricordo la risposta certamente qualcosa che potesse rassicurarmi.

Mi riportò subito a casa.

Per anni non seppi cos’era successo quella sera.

Poi lessi un libro” il primo per me che parlasse degli ebrei”.

Leggevo di tutto e con avidità, ma non ero preparata a quello che lessi.

Il libro: un numero che non ricordo e poi le parole che non dimenticherò mai  “tu passerai per il camino”;

Credo di aver saputo una parte di quelli eventi nel modo più violento e sconvolgente e seppi cosa avevo visto quella lontana sera.

Antonia