La Soffitta

22 avril 2017

Moritz Gottschalk...il Genio

 

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Nel 1865 Moritz Gottschalk - nato nel 1840 - fondò un negozio di rilegatura nel piccolo villaggio di Marienberg nell'Erzgebirge (Germania). Dal 1873 in poi, produsse case di bambola e altri giocattoli. Quando due anni più tardi la ferrovia arrivò a Marienberg, la fabbrica divenne sempre più grande. Esportarono in Inghilterra, Francia, Paesi Bassi, Scandinavia e America. Ecco perché le case di bambola di Gottschalk si possono trovare in tutto il mondo. In alcuni capoluoghi c'erano showroom dei suoi prodotti e negli Stati Uniti c'era un'agenzia della sua ditta. Le sue case di bambola, e non solo, divennero famose nel mondo.
Gli stili architettonici di ogni periodo furono trasferiti alle case in miniatura. Le case di legno erano spesso decorate con carta litografica, che imitava le facciate del tempo. Le finestre ai lati dell'edificio erano talvolta solo disegnate sulla carta.
Fino al 1919 i tetti erano blu, dopodichè divennero rossi. Molte dollshouse sono state contrassegnate sul fondo con un numero che può essere trovato nei cataloghi.

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L'inventiva dei progettisti era illimitata. Abbondantemente decorate, grandi e lussuose come i palazzi per bambole, ma anche piccoli cottage, case con ascensore, con giardini estraibili o incernierati, addirittura con luce elettrica, con tende da sole mobili, persino con case di bambola nelle case di bambola, ed ancora, roulotte, cucine pieghevoli. Poi arrivarono le scuole, i bagni, le scuderie, i garage (più tardi), i castelli, i negozi di qualsiasi tipo, dalla macelleria al farmacia, dalle magnifiche pasticcerie con caffetteria al grande magazzino o il mercato, o una fattoria, un aeroporto, un teatro o un giardino articolato in padiglioni.....

 

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Christian Hacker e Albin Schönherr furono gli altri produttori di dollshouse di fama mondiale di quel periodo. Schönherr era un ex dipendente di Moritz Gottschalk, e molte delle sue case di bambola sono appena distinguibili dalle case di Gottschalk. Inoltre, di lì in poi, altre aziende copiarono lo stile del periodo, complicando così l'identificazione ancora di più.

Nel 1905 morì Moritz Gottschalk, ma la società rimase di proprietà della famiglia, prima ad uno dei suoi figli, poi dalla sua vedova, poi dal suo nuovo marito, poi suo figlio ...

Durante le due guerre mondiali la produzione si fermò. Dopo la prima guerra mondiale ci volle un po 'di tempo prima di pubblicare un nuovo catalogo, ed i primi cataloghi assunsero lo stile pre-bellico. Ma dopo il 1923 vi furono solo modelli di nuova concezione.

Dopo la seconda guerra mondiale, la fabbrica si trovò nella zona orientale della Germania occupata e i sovietici smantellarono grandi parti di fabbriche ancora esistenti per spedirle in Unione Sovietica come una forma di risarcimento post bellico. Tuttavia, dal 1947, la società di Moritz Gottschalk ha costruì ancora case di bambola.
La fine della ditta che era rimasta attiva per lungo tempo, arrivò nel 1972, quando tutte le rimanenti imprese private della Repubblica democratica tedesca furono espulse e nazionalizzate. Le aziende del giocattolo furono incorporate nell'impresa nazionale VERO. Per alcuni anni continuarono a costruire parti singole di giocattoli a Marienberg, poi la fabbrica storica fu parzialmente distrutta da un incendio. Gli edifici rimanenti sono stati demoliti nel 1999 per fare spazio ad una sala sportiva.

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Bibliography:

1994, Evelyn Ackermann, The genius of Moritz Gottschalk, Gold Horse Publishing.

Photos from Web

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14 avril 2017

Buona Pasqua...

- Giochiamo? - chiese il coniglio
- Si certo, - rispose Helga - facciamo che tu nascondi le uova di cioccolato ed io le trovo.......-

 

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Tra qualche giorno inizierà la caccia alle uova di cioccolato,

noi siamo pronti

 

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Buona Pasqua a tutti voi che passate di qua....

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28 janvier 2017

Di nuovo in viaggio.....

Rose

Il mio blog abbandonato da troppo tempo, ha bisogno di un buon risveglio...

Magari sono solo io che ho bisogno di tornare sui mie vecchi passi, per ricominciare a "camminare",

rinnovare la passione con cui intrapresi questo cammino.....

Magari ci saranno altre lunghe soste, ma chi l'ha detto che bisogna macinare tanta strada tutta d'un fiato??

Allora ricomincio da qui, da dove ero partita

 

 

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27 juin 2015

Due anni...

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Caro Buddy, due anni fa volavi sul ponte dell'arcobaleno.

Siamo ritornati come ogni anno a quell'albero della nostra valle dove amavi riposare durante le nostre spensierate vacanze. Abbai festosi si rincorrono sotto l'ombra della sua chioma e tu sei lì con noi, buono ed indimenticabile amico.

Ciao Buddy ti amiamo come allora.

 

 

 

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23 mars 2015

Ciao Bibo

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...dolce e mai dimenticato amico......

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27 février 2015

Amy

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...una bambola è più di un giocattolo. Può essere un'amica, fratello, sorella, confidente....una bambola è l'invisibile....mistero...
Amy è una bambola con l'anima made "La Soffitta".....

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27 janvier 2015

Le Urla del Silenzio

Ogni anno giornali e TV ci fanno rivivere le storie della resistenza, dei campi di sterminio e quello che successe a ebrei ed altri prigionieri.

Un ricordo si affaccia sempre alla mia mente in questi giorni.

Camminavo con mio padre un pomeriggio; penso fosse inverno perché era già buio; chiacchieravo felice come sempre quando uscivo con lui.

Arrivando al Ponte delle Guglie successe una cosa strana. C’era tanta gente, ma da tutte quelle persone, che facevano ala ai lati del ponte, non veniva nessun rumore nè voci.

Anche noi  ci fermammo, vidi in mezzo ai due lati molte persone  tutte in fila con valige e tanti bambini per mano o in braccio alle madri.

La fila era lunga tutto il Terrà di S: Leonardo e non si vedeva la fine.

Soldati tedeschi armati di fucile camminavano ai lati della fila: silenzio completo in mezzo tanta gente e rassegnazione nei volti che vedevo davanti a me.

Anche nei passanti si sentiva dispiacere e curiosità.

Tutto questo mi spaventò, per me molto piccola era qualcosa che non capivo e non sapevo dare una ragione.

Impaurita chiesi a mio padre: “cosa succede?”

Non ricordo la risposta certamente qualcosa che potesse rassicurarmi.

Mi riportò subito a casa.

Per anni non seppi cos’era successo quella sera.

Poi lessi un libro” il primo per me che parlasse degli ebrei”.

Leggevo di tutto e con avidità, ma non ero preparata a quello che lessi.

Il libro: un numero che non ricordo e poi le parole che non dimenticherò mai  “tu passerai per il camino”;

Credo di aver saputo una parte di quelli eventi nel modo più violento e sconvolgente e seppi cosa avevo visto quella lontana sera.

Antonia

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16 décembre 2014

Le Bambole con l'anima

Locandina mostra

 

Vi aspetto

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10 août 2014

Mio Padre..

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Parlate di mio padre,

fate il suo nome.

Fate che lo ricordi

prima che muoia.

Come ieri e domani,

perchè egli è, né mai era...

Che vuoto attorno.

Mi è rimasto nel cuore

un senso di pena,

un lavoro incompiuto.

Ho perso per sempre

ciò che non capivo di avere.

  Paolo Carbonaio

 

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28 juillet 2014

Miss Petticoat.....

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Miss Petticoat attendeva paziente da molto tempo di essere fotografata,

seduta vicino alle vecchie trine, da dove forse, ricaverò una vestina per lei....

 

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Sorride seduta composta, come le bambole di una volta.

Ha piccole giunture che  permettono i movimenti a piccole mani e piccoli piedi

 

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Gli abiti sono dipinti a mano direttamente sulla bambola finita,

solo il merletto che segna la vita è reale, il resto è dipinto...

 

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I capelli ricordano quelli pazientemente annodati in piccole striscioline

di tessuto di cotone, per formare i boccoli...come le donne usavano fare una volta..

 

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Sospesa tra primitive e vecchia bambola delle piantagioni,

Miss Petticoat vi augura una buona estate....

 

Miss Petticoat è un modello "La Soffitta"

 

 

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